{"id":1394,"date":"2013-04-17T11:05:41","date_gmt":"2013-04-17T11:05:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/?page_id=1394"},"modified":"2017-01-17T14:49:39","modified_gmt":"2017-01-17T13:49:39","slug":"i-dialetti-dellisola-dischia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/i-dialetti-dellisola-dischia\/","title":{"rendered":"I diversi dialetti dell&#8217;isola d&#8217;Ischia"},"content":{"rendered":"<div id=\"itiner-social\" style=\"padding: 5px 0; float:left; width:100%;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-url=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/i-dialetti-dellisola-dischia\/\" data-text=\"ItinerSocial\" data-count=\"horizontal\" data-via=\"ItinerSocial\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/a><div class=\"fb-like\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/i-dialetti-dellisola-dischia\/\" data-layout=\"button_count\" data-send=\"false\" data-show-faces=\"false\" data-width=\"90\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><div class=\"g-plusone\" data-annotation=\"inline\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/i-dialetti-dellisola-dischia\/\" data-size=\"medium\" data-width=\"120\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><\/div><p><strong>Uno degli aspetti che rende unica l\u2019isola d\u2019Ischia<\/strong> \u00e8 l&#8217;esistenza in un territorio cos\u00ec poco vasto di sette diversi dialetti, anche se, con le eccezioni dei due di Forio e Serrara Fontana, per il resto \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di un unico dialetto con diverse inflessioni.<\/p>\n<p><strong>Senza entrare eccessivamente nei dettagli<\/strong>, si pu\u00f2 dire che nel versante sud-occidentale dell\u2019isola &#8211; quindi Forio, Serrara Fontana e in parte Barano d\u2019Ischia &#8211; la caratteristica principale del dialetto sia il frangimento vocale, vale a dire una tipica alterazione di timbro delle vocali accentate che in Campania \u00e8 presente nei comuni di Pozzuoli e Monte di Procida, nei due vesuviani di Torre del Greco e Torre Annunziata e nell\u2019aversano, tra Napoli e Caserta.<\/p>\n<p><strong>Al contrario, il dialetto del versante settentrionale dell\u2019isola<\/strong> &#8211; Ischia, Casamicciola Terme e Lacco Ameno &#8211; \u00e8 assai pi\u00f9 simile al napoletano.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esito di questo frangimento vocale consiste nei fenomeni fonetici<\/strong>, tra loro correlati, della metafonia quando il suono di una vocale assume in tutto o in parte i tratti della vocale vicina; della dittongazione ascendente quando delle due vocali all\u2019interno di una stessa sillaba quella debole \u00e8 la prima; della dittongazione discendente quando, viceversa, la vocale debole \u00e8 quella in coda.<\/p>\n<p><strong>Alcuni esempi possono chiarire meglio i termini del discorso<\/strong>:<\/p>\n<table style=\"text-align: left; width: 100%;\" border=\"1\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">a) <strong>dittonghi ascendenti<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0ferro; giorno;<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0f<em>i\u00e9<\/em>rr\u00eb; i<em>u\u00f3<\/em>rr\u00eb;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0b) <strong>dittonghi discendenti<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0sera; nipote;<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0s<em>\u00e8i<\/em>r\u00eb; s<em>\u00e0i<\/em>r\u00eb; n\u00ebp<em>\u00f3<\/em>t\u00eb;\u00a0n\u00ebp<em>\u00e0u<\/em>t\u00eb;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dascia.jpg\"><img data-attachment-id=\"1395\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/i-dialetti-dellisola-dischia\/giuseppe-dascia\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dascia.jpg\" data-orig-size=\"254,350\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Raffaele Castagna&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;D\\u2019Ascia, Giuseppe. Uomo politico e storico di Forio d\\u2019Ischia (1822-1889). Nel 1861 fu eletto consigliere provinciale, carica che tenne ininterrottamente per 17 anni, e fu anche sindaco di Forio dal 1861 al 1863, dal 1868 al 1869, dal 1870 al 1872, adoperandosi sempre per il bene dei suoi concittadini. Scrisse la Storia dell\\u2019isola d\\u2019Ischia (1867), che ancora oggi, ristampata pi\\u00f9 volte, risulta molto apprezzata e ricercata dagli studiosi; ma compose anche altre opere, alcune rimaste inedite, come il dramma Caterina d\\u2019Ambra.&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Giuseppe d&#039;Ascia&quot;}\" data-image-title=\"Giuseppe d&#8217;Ascia\" data-image-description=\"&lt;p&gt;D\u2019Ascia, Giuseppe. Uomo politico e storico di Forio d\u2019Ischia (1822-1889). Nel 1861 fu eletto consigliere provinciale, carica che tenne ininterrottamente per 17 anni, e fu anche sindaco di Forio dal 1861 al 1863, dal 1868 al 1869, dal 1870 al 1872, adoperandosi sempre per il bene dei suoi concittadini. Scrisse la Storia dell\u2019isola d\u2019Ischia (1867), che ancora oggi, ristampata pi\u00f9 volte, risulta molto apprezzata e ricercata dagli studiosi; ma compose anche altre opere, alcune rimaste inedite, come il dramma Caterina d\u2019Ambra.&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dascia.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dascia.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1395\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dascia.jpg\" alt=\"Giuseppe d'Ascia\" width=\"148\" height=\"206\" \/><\/a>Giuseppe D\u2019Ascia<\/strong> <strong>(1822-1889), autore della monumentale Storia dell\u2019isola d\u2019Ischia<\/strong> <strong>(1864)<\/strong>, attribuiva giustamente le differenze dialettali al combinato disposto di diversi fattori: occupazioni militari, colonie, alleanze, prigionie, commercio, nonch\u00e9 viaggi, lettere, arti e scienze. Scrive il D\u2019Ascia:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Se i primi coloni furono i greci, i primi dialetti furono gli attici, sopravvenero i siracusani e furono i dorici. Successero i Romani e vi portarono quelli del Lazio. Cominci\u00f2 il miscuglio, delle diverse lingue, e surse l\u2019Osca , poi detta Tosca, fin a che, nel XIII secolo le lingue ed i dialetti si stabilirono e si posarono con maggior stabilit\u00e0. Ma proseguono le colonie a sbarcare in quest&#8217;isola coi sovrani Aragonesi, e vengono gli Spagnuoli, ed i Siciliani, e portano nuovi dialetti, e si sviluppano vi \u00e8 pi\u00f9 ove la carovana de&#8217; nuovi venuti si accasa, si spande, si moltiplica, e vi resta segregata, senza ingentilirsi con l&#8217;istruzione, o col commercio, e col contatto di altri popoli<\/em>.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Per poi concludere<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] \u201c<em>il dialetto popolare del Comune d&#8217;Ischia si distacca interamente da quello del volgo del Comune di Forio, l&#8217;uno posto ad Oriente avvicinasi al dialetto Campano o Napoletano e segna una pronunziata linea di demarcazione, dall&#8217;altro di occidente che conserva le tracce della lingua volgare sui generis, la quale rimane ancora intatta nel villaggio di Panza, e va modificandosi gradatamente negli abitanti meridionali de&#8217; Casali di Socchivo, Ciglio, Serrara, Fontana, indi si distacca vieppi\u00f9 fra i contadini di Barano, Testaccio e Piejo e Campagnano, che pi\u00f9 si accostano a quelle d&#8217;Ischia, ove han pi\u00f9 contatto.<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/giovanni-verde.jpg\"><img data-attachment-id=\"1398\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/i-dialetti-dellisola-dischia\/giovanni-verde\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/giovanni-verde.jpg\" data-orig-size=\"250,397\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"giovanni verde\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/giovanni-verde.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/giovanni-verde.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1398\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/giovanni-verde.jpg\" alt=\"giovanni verde\" width=\"148\" height=\"206\" \/><\/a><strong>Quasi un secolo dopo il poeta, scrittore, scultore Giovanni Verde (1880 &#8211; 1956)<\/strong> approfondir\u00e0 queste differenze, sottolineando, a margine della pubblicazione postuma di un libro di poesie in vernacolare foriano dell\u2019artista locale Giovanni Maltese (1852 \u2013 1913), come nel frattempo &#8211; cio\u00e8 tra la seconda met\u00e0 dell\u2019800 e la prima met\u00e0 del \u2018900 &#8211; fosse aumentata la propensione alla dittongazione discendente (<em>\u00e9i<\/em>, <em>\u00e0i<\/em>, <em>\u00e0u<\/em>) e fosse invece sopravvissuta la differenza nella pronuncia della <em>l<\/em> della doppia<em> ll<\/em> e del nesso<em> gl<\/em> tra il dialetto di Serrara Fontana, custode della doppia <em>dd<\/em> di derivazione dorica e quindi siracusana, e quello foriano che invece rende tuttora queste lettere con un suono palatale schiacciato somigliante alla gutturale <em>gh<\/em>.<\/p>\n<table style=\"text-align: left; width: 100%;\" border=\"1\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<strong>figlio<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0fi<em>dd<\/em>u (Serrara Fontana)<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0fig<em>gh<\/em>i\u00eb (Forio)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<strong>l\u00e0<\/strong> (avverbio di luogo)<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<em>dd<\/em>\u00e0 (Serrara Fontana)<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<em>gh<\/em>i\u00e0 (Forio)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Per non dire che entrambi i dialetti riconoscono<\/strong> sia l\u2019opposizione del numero (singolare\/plurale) che quella del genere (maschile\/femminile) con esiti mai scontati e anche linguisticamente divertenti:<\/p>\n<table style=\"text-align: left; width: 100%;\" border=\"1\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\"><strong>\u00a0cane\/i<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<em>cane<\/em> (sing.)<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<em>ch\u00e8ne<\/em> (plur.)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<strong>malato\/a<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<em>mal\u00e8te<\/em> (masch.)<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" align=\"undefined\" valign=\"undefined\">\u00a0<em>malate<\/em> (femm.)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p id=\"internal-source-marker_0.6675053656084322\" dir=\"ltr\"><strong><br \/>\nInsomma se \u00e8 vero che trattandosi di un\u2019isola le differenze non vanno enfatizzate<\/strong>, \u00e8 altrettanto vero che i diversi dialetti ci restituiscono in qualche modo anche le diversit\u00e0 sociali e di status tra il versante settentrionale e quello meridionale dell\u2019isola. Diversit\u00e0 storicamente riconducibili alla frequenza degli scambi commerciali, e non solo, con la terraferma, prima naturalmente che il turismo si imponesse come unica risorsa economica, mitigando di conseguenza le differenze culturali e linguistiche senza per questo annullarle del tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti che rende unica l\u2019isola d\u2019Ischia \u00e8 l&#8217;esistenza in un territorio cos\u00ec poco vasto di sette diversi dialetti, anche se, con le eccezioni dei due di Forio e Serrara Fontana, per il resto \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di un unico dialetto con diverse inflessioni. 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