{"id":1573,"date":"2013-08-28T14:46:58","date_gmt":"2013-08-28T14:46:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/?page_id=1573"},"modified":"2014-04-03T11:01:50","modified_gmt":"2014-04-03T11:01:50","slug":"lacquedotto-dei-pilastri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lacquedotto-dei-pilastri\/","title":{"rendered":"L&#8217;acquedotto dei Pilastri"},"content":{"rendered":"<div id=\"itiner-social\" style=\"padding: 5px 0; float:left; width:100%;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-url=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lacquedotto-dei-pilastri\/\" data-text=\"ItinerSocial\" data-count=\"horizontal\" data-via=\"ItinerSocial\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/a><div class=\"fb-like\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lacquedotto-dei-pilastri\/\" data-layout=\"button_count\" data-send=\"false\" data-show-faces=\"false\" data-width=\"90\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><div class=\"g-plusone\" data-annotation=\"inline\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lacquedotto-dei-pilastri\/\" data-size=\"medium\" data-width=\"120\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><\/div><p style=\"text-align: left;\"><strong>Sulla fontana di marmo che si trova vicino alla Chiesa Collegiata dello Spirito Santo di Ischia Ponte<\/strong> <strong>c\u2019\u00e8 un\u2019epigrafe in latino che recita<\/strong>: &#8220;<em>Has sudavit aquas cereris patientia curtae edocuit que famem ferre magistra sitis<\/em>&#8220;. A dettarla il vescovo di Ischia Mons. Girolamo Rocca che cos\u00ec &#8211; siamo nel 1685 -, salutava il primo zampillo d\u2019acqua nell\u2019antico Borgo di Celsa proveniente dalla <a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/fonte-di-buceto-bene-comune-dellisola-dischia\/\">fonte di Buceto<\/a>. In italiano \u201c<em>suona<\/em>\u201d in questo modo: \u201c<em>Queste acque si sono ottenute col sacrificio sul cibo: la sete, da buona maestra, ha insegnato a sopportare la fame<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Oltre alla determinazione con cui port\u00f2 a compimento quella mastodontica opera di ingegneria idraulica<\/strong> che oggi comunemente chiamiamo Acquedotto dei Pilastri, a Mons.Rocca va perci\u00f2 riconosciuta, postuma, un\u2019altra importante qualit\u00e0: una sottile vena ironica che solo ha chi sa come vanno le cose terrene, quasi a presagire la personale \u201c<em>damnatio memoriae<\/em>\u201d di cui sarebbe stato vittima quasi un secolo dopo. Infatti, nel 1759, sulla facciata del Palazzo dell\u2019Orologio, sempre a Ischia Ponte, fu apposta una lapide di marmo per salutare l\u2019ultimazione dei lavori dell\u2019acquedotto, dove per\u00f2, incredibilmente, non veniva fatto cenno dell\u2019ingegno e della dedizione del vecchio vescovo che, dalla redazione del progetto alla raccolta dei ducati necessari alla sua implementazione, si era materialmente interessato di tutto.<\/p>\n<table style=\"text-align: left; width: 100%;\" border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\u00a0D. O. M.<br \/>\nAquam ex fonte Buceti<br \/>\nad IV M. P. pubblico aere derivatam<br \/>\nlabroque ex tiburtino lapide ornatam<br \/>\net Turri in qua concilia fierent adpositam<br \/>\nAddito horario<br \/>\nDecuriones Pithecusani<br \/>\nUtendam fruendam civibus dederunt<br \/>\nA. MDCC LVIIII<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">\u00a0<em>A Dio Ottimo Massimo &#8211; I decurioni ischitani diedero ai cittadini, perch\u00e9 ne usassero e godessero l&#8217;acqua derivata a pubbliche spese dalla sorgente di Buceto al quarto miglio, ed ornata di una vasca di travertino e diretta verso s\u00ec grande torre, ove si tenevano le adunanze ed aggiuntovi l&#8217;orologio. Anno 1759<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Al di l\u00e0 di questo aspetto, certo indicativo della velocit\u00e0<\/strong> con cui, anche all\u2019epoca, ci si dimenticava del contributo in vita di eminenti personalit\u00e0, va chiarito che i lavori erano iniziati almeno 80 anni prima che Mons. Rocca se ne facesse carico. Gi\u00e0 nel 1580 il Vicer\u00e8 di Napoli, Cardinale Antoine Perrenot de Granvelle, aveva concesso all\u2019Universit\u00e0 di Ischia un\u2019importante serie di esenzioni e sgravi fiscali per la realizzazione di un\u2019opera di ingegneria idraulica che fosse in grado di sopperire alla scomparsa della sorgente di acqua dolce del Ninfario, nei pressi della Torre di Guevara, fino ad allora l&#8217;unica che aveva dissetato il borgo di Ischia Ponte.<\/p>\n<p><strong>Si procedette cos\u00ec, sotto la direzione dell\u2019allora Governatore di Ischia Orazio Tuttavilla<\/strong>, all\u2019inizio dei lavori, in particolar modo allo scavo delle fondamenta dalla collina dello Spalatriello al principio della salita del borgo di Sant\u2019Antonio. Le difficolt\u00e0 nel tempo furono enormi, dal calcolo della pendenza alla larghezza della conduttura finch\u00e8, appunto, non si prese in carico la faccenda Mons. Rocca che si ispir\u00f2 agli antichi acquedotti romani costruiti in pendenza, provvedendo a fare aggiungere anche una seconda fuga di archi a quella che era stata precedentemente costruita.<\/p>\n<p><strong>Ecco spiegato anche l\u2019equivoco per cui molti attribuiscono addirittura ai romani<\/strong> la paternit\u00e0 di un\u2019opera realizzata tra XVII e XVIII secolo, utilizzando le pietre pomici della <a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/cenni-geologici-sullisola-dischia\/\">colata dell\u2019Arso<\/a>, l\u2019ultima eruzione dell\u2019isola d\u2019Ischia, datata 1302.<\/p>\n<p><strong>Oggi l\u2019Acquedotto, oltre all\u2019importante valore testimoniale<\/strong> del livello di conoscenze scientifiche del XVII e XVIIIesimo secolo \u00e8 un\u2019altro dei tanti monumenti dell\u2019isola verde e, per di pi\u00f9, rappresenta anche il confine amministrativo dei comuni di Ischia e Barano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla fontana di marmo che si trova vicino alla Chiesa Collegiata dello Spirito Santo di Ischia Ponte c\u2019\u00e8 un\u2019epigrafe in latino che recita: &#8220;Has sudavit aquas cereris patientia curtae edocuit que famem ferre magistra sitis&#8220;. 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