{"id":631,"date":"2013-01-15T15:56:02","date_gmt":"2013-01-15T15:56:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/?page_id=631"},"modified":"2014-11-14T16:42:29","modified_gmt":"2014-11-14T15:42:29","slug":"giorgio-buchner-e-la-colonia-di-pithecusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/giorgio-buchner-e-la-colonia-di-pithecusa\/","title":{"rendered":"Giorgio Buchner e la colonia di Pithecusa"},"content":{"rendered":"<div id=\"itiner-social\" style=\"padding: 5px 0; float:left; width:100%;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-url=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/giorgio-buchner-e-la-colonia-di-pithecusa\/\" data-text=\"ItinerSocial\" data-count=\"horizontal\" data-via=\"ItinerSocial\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/a><div class=\"fb-like\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/giorgio-buchner-e-la-colonia-di-pithecusa\/\" data-layout=\"button_count\" data-send=\"false\" data-show-faces=\"false\" data-width=\"90\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><div class=\"g-plusone\" data-annotation=\"inline\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/giorgio-buchner-e-la-colonia-di-pithecusa\/\" data-size=\"medium\" data-width=\"120\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><\/div><p style=\"text-align: left;\">Fino ai primi anni \u201850 del \u2018900 le attivit\u00e0 di scavo disposte dalla <strong>Soprintendenza dei beni archeologici di Napoli<\/strong> si concentravano prevalentemente sui siti di <strong>Cuma<\/strong>, <strong>Paestum<\/strong>, <strong>Pozzuoli<\/strong> e <strong>Pompei<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante numerose testimonianze &#8211;\u00a0 da <strong>Strabone<\/strong> (58 a.C. \u2013\u00a0 21 o 25 d. C.), <strong>Tito Livio<\/strong> (59 a.C. \u2013 17 d.C.), fino allo storico tedesco di fine \u2018800 <strong>Julius Beloch<\/strong> &#8211; suggerissero quanto meno di verificare se Ischia fosse stata effettivamente una colonia greca, l\u2019interesse archeologico era rivolto altrove.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/buchner.jpg\"><img data-attachment-id=\"632\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/giorgio-buchner-e-la-colonia-di-pithecusa\/buchner-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/buchner.jpg\" data-orig-size=\"190,200\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"buchner\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/buchner.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/buchner.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-632\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/buchner.jpg\" alt=\"buchner\" width=\"127\" height=\"135\" \/><\/a>Le cose cambiarono quando, nel 1949, il poco pi\u00f9 che trentenne archeologo tedesco <strong>Giorgio Buchner<\/strong> (1914 &#8211; 2005), gi\u00e0 profondo conoscitore dell&#8217;isola (i genitori si erano stabiliti definitivamente a Ischia, in localit\u00e0 Sant\u2019Alessandro, nel 1943) ottenne la delega della soprintendenza per iniziare gli scavi in localit\u00e0 <strong>San Montano<\/strong>, nel comune di <a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lacco-ameno-turismo-archeologia-e-terme\/\">Lacco Ameno<\/a>.<\/p>\n<p>Le operazioni cominciarono nel 1952 e insistettero sull\u2019area fino al 1961, per poi spostarsi a met\u00e0 degli anni \u201860 sulla vicina collina di <strong>Monte Vico<\/strong> e nella contrada di <strong>Mezzavia<\/strong>, in localit\u00e0 <strong>Mazzola<\/strong> (sempre nel comune di Lacco Ameno).<\/p>\n<p>La circostanza curiosa, quasi che le cose pi\u00f9 importanti debbano sempre avvenire in contemporanea, \u00e8 che in quegli anni l\u2019editore milanese <strong>Angelo Rizzoli<\/strong> realizzava nel pi\u00f9 piccolo comune dell\u2019isola d\u2019Ischia alcuni importanti investimenti alberghieri, dando il l\u00e0 a quella rinascita turistica del territorio che poneva fine ad un\u2019economia di prevalente sussistenza, tra l\u2019altro in difficolt\u00e0 per via del razionamento imposto dal regime fascista e dall\u2019accellerazione degli eventi bellici.<\/p>\n<p>Rinascita economica e rinascita culturale quindi in un certo senso coincisero, se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che gli studi condotti dall\u2019ischitano d\u2019adozione Buchner portarono alla conclusione che fu Ischia, non <strong>Cuma<\/strong>, il primo insediamento greco sulle coste tirreniche.<\/p>\n<p>Negli anni si \u00e8 molto speculato su questo primato, spesso mistificando il valore scientifico, che rimane enorme, delle scoperte archeologiche di Buchner.<\/p>\n<p>Ischia fu infatti la prima colonia della Magna Grecia, non la pi\u00f9 importante. Del resto, lo stesso Buchner insisteva molto sul fatto che certo Calcidesi ed Eretriesi non avevano scelto di sbarcare su un\u2019isola dall\u2019orografia difficile e, per di pi\u00f9, interessata da ricorrenti fenomeni vulcanici, con lo scopo primario di farne una colonia agricola.<\/p>\n<p>La tesi pi\u00f9 plausibile, caldeggiata dallo stesso studioso, \u00e8 che Ischia era stata scelta per la sua posizione strategica al centro del <strong>Mediterraneo<\/strong>, ottima come base d\u2019appoggio per i commerci con la poco distante etrusca <strong>isola d\u2019Elba<\/strong>.<\/p>\n<p>Resta la circostanza che senza <strong>Pithecusa<\/strong>, la prima colonia della <strong>Magna Grecia<\/strong>, si sarebbero diffuse solo pi\u00f9 tardi nel Mediterraneo occidentale le coltivazioni della <strong>vite<\/strong> e dell\u2019<strong>olio<\/strong>, cos\u00ec come \u00e8 un fatto che i coloni provenienti dalla lontana <strong>isola di Eubea<\/strong> non esitarono a insediarsi stabilmente nella pi\u00f9 grande delle isole flegree appena si resero conto della fertilit\u00e0 del suo suolo vulcanico, arrivando a contare nel periodo di massimo splendore quasi 10.000 abitanti.<\/p>\n<p>In assoluto per\u00f2 la scoperta che ha rivoluzionato l\u2019indirizzo storico dominante fino a quel momento sulla Magna Grecia fu il ritrovamento, nel 1955, dell\u2019ormai famosissima &#8220;<strong>Coppa di Nestore<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065.jpg\"><img data-attachment-id=\"4673\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/ischia-cosa-fare-a-natale-e-capodanno\/img_7065\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065.jpg\" data-orig-size=\"800,533\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Itiner s.n.c.&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"IMG_7065\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065-446x297.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4673\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065.jpg\" alt=\"IMG_7065\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065.jpg 800w, https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065-446x297.jpg 446w, https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_7065-140x94.jpg 140w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si tratta di una kotyle (<em>\u03ba\u03bf\u03c4\u03cd\u03bb\u03b7<\/em>), un piccolo calice di uso quotidiano rinvenuto nella necropoli di San Montano, all\u2019interno di una tomba a cremazione di un fanciullo di 10 anni. La coppa reca un\u2019incisione laterale che \u00e8 emerso poi essere uno dei primissimi esempi di scrittura alfabetica greca, al pari dei celebri poemi omerici.<\/p>\n<p>\u00ab<em>\u039d\u03ad\u03c3\u03c4\u03bf\u03c1\u03bf\u03c2 \u03b5\u1f30\u03bc\u1f76 \u03b5\u1f54\u03c0\u03bf\u03c4\u03bf\u03bd \u03c0\u03bf\u03c4\u03ae\u03c1\u03b9\u03bf\u03bd \u1f43\u03c2 \u03b4&#8217; \u1f02\u03bd \u03c4\u03bf\u1fe6\u03b4\u03b5 \u03c0\u03af\u03b7\u03c3\u03b9 \u03c0\u03bf\u03c4\u03b7\u03c1\u03af\u03bf\u03c5 \u03b1\u1f50\u03c4\u03af\u03ba\u03b1 \u03ba\u1fc6\u03bd\u03bf\u03bd \u1f35\u03bc\u03b5\u03c1\u03bf\u03c2 \u03b1\u1f31\u03c1\u03ae\u03c3\u03b5\u03b9 \u03ba\u03b1\u03bb\u03bb\u03b9\u03c3\u03c4\u03b5\u03c6\u03ac\u03bd\u03bf\u03c5 \u1f08\u03c6\u03c1\u03bf\u03b4\u03af\u03c4\u03b7\u03c2<\/em>\u00bb.<br \/>\n[Io sono la bella coppa di Nestore, chi berr\u00e0 da questa coppa subito lo prender\u00e0 il desiderio di Afrodite dalla bella corona.]<\/p>\n<p>L\u2019incisione, presumibilmente dell\u2019ultimo quarto dell\u2019VIII secolo a.C., ha obbligato studiosi di tutto il mondo a ridiscutere dell\u2019origine e finalit\u00e0 dell\u2019alfabeto greco, quasi sicuramente affinato per esigenze commerciali proprio da quegli euboici che per primi avevano colonizzato l\u2019isola d\u2019Ischia.<\/p>\n<p>Oltre il dovuto apprezzamento per il rigore scientifico con cui Buchner ha condotto i suoi studi su Pithecusa, non guasta perci\u00f2 un pizzico di orgoglio locale nell\u2019apprendere, dalle parole dello stesso archeologo, che: &#8220;<em>ancora oggi il nostro alfabeto conserva alcune caratteristiche di quello calcidese: quando scriviamo la L, con l\u2019asta breve in basso, e usiamo il segno X per esprimere il suono ics, documentiamo inconsciamente che la scrittura oggi in tutto il mondo occidentale, deriva da quella adoperata a Pithecusa nell\u2019VIII secolo a. C.<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ecco allora che se avete qualche dubbio su <strong>cosa vedere a Ischia<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/museo-archeologico-di-pithecusae\/\">il museo archeologico di Pithecusa<\/a>, all\u2019interno di quella <strong>Villa Arbusto<\/strong> che fu dimora privata del cavaliere Angelo Rizzoli, \u00e8 senza dubbio una tappa obbligata per approcciarsi alla storia millenaria dell\u2019isola d\u2019Ischia, la pi\u00f9 bella del Golfo di Napoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino ai primi anni \u201850 del \u2018900 le attivit\u00e0 di scavo disposte dalla Soprintendenza dei beni archeologici di Napoli si concentravano prevalentemente sui siti di Cuma, Paestum, Pozzuoli e Pompei. Nonostante numerose testimonianze &#8211;\u00a0 da Strabone (58 a.C. \u2013\u00a0 21 o 25 d. 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