{"id":643,"date":"2013-01-17T15:59:07","date_gmt":"2013-01-17T15:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/?page_id=643"},"modified":"2014-06-09T10:04:14","modified_gmt":"2014-06-09T08:04:14","slug":"lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione\/","title":{"rendered":"L&#8217;isola d&#8217;Ischia e i suoi miti di fondazione"},"content":{"rendered":"<div id=\"itiner-social\" style=\"padding: 5px 0; float:left; width:100%;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-url=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione\/\" data-text=\"ItinerSocial\" data-count=\"horizontal\" data-via=\"ItinerSocial\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/a><div class=\"fb-like\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione\/\" data-layout=\"button_count\" data-send=\"false\" data-show-faces=\"false\" data-width=\"90\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><div class=\"g-plusone\" data-annotation=\"inline\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione\/\" data-size=\"medium\" data-width=\"120\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><\/div><p><strong>I miti di fondazione dell\u2019isola d\u2019Ischia<\/strong>, quelli che ne hanno decretato l\u2019ingresso nella storia come entit\u00e0 politico-sociale, sono le due leggende di Tifeo e dei Cercopi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tifeo.gif\"><img data-attachment-id=\"644\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione\/tifeo\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tifeo.gif\" data-orig-size=\"195,293\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"tifeo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tifeo.gif\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tifeo.gif\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-644\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tifeo.gif\" alt=\"tifeo\" width=\"134\" height=\"213\" \/><\/a><strong>La leggenda di Tifeo fa parte di un ciclo di racconti epici<\/strong> (<strong>miti teogonici<\/strong>) sull\u2019origine degli dei e la creazione del mondo. Secondo Esiodo (Tifonomachia) Tifeo era stato generato da Tartaro e Gea con l\u2019intenzione di farne l\u2019oppositore di Zeus, al fine di restituire il trono degli d\u00e9i a quel Crono (a sua volta figlio di Gea), che proprio Zeus, suo terzogenito (di Crono), aveva spodestato. Il mostro, fedele alle consegne materne, ingaggi\u00f2 un\u2019aspra lotta con Zeus uscendone per\u00f2 non solo sconfitto, ma anche costretto a giacere per sempre sotto il peso di un\u2019isola che Virgilio poi identific\u00f2 nell\u2019Eneide con Ischia, l\u2019antica Inarime.<\/p>\n<p><strong>Pur condannato a questa dannazione il gigante non si arrese<\/strong>, ma trasform\u00f2 il suo respiro in vulcano e prese di tanto in tanto a far tremare l\u2019isola sotto cui era costretto, dando il l\u00e0 a frequenti eruzioni e terremoti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione\/attachment\/cercopi\/\" rel=\"attachment wp-att-652\"><img data-attachment-id=\"652\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/lisola-dischia-e-i-suoi-miti-di-fondazione\/cercopi\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cercopi.jpg\" data-orig-size=\"134,146\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"cercopi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cercopi.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cercopi.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-652\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cercopi.jpg\" alt=\"cercopi\" width=\"136\" height=\"182\" \/><\/a><strong>Protagonisti del racconto mitologico dei Cercopi<\/strong> sono invece due malfattori dediti al saccheggio e alle ruberie dei viandanti, i fratelli Frinonda ed Euribato. Un giorno, Eracle, su mandato della regina Onfale, cattur\u00f2 i due briganti e li appese per i piedi alle estremit\u00e0 di un bastone che, di seguito, si caric\u00f2 in spalla tenendo entrambi a testa in gi\u00f9. La visione delle natiche villose dell\u2019eroe suscit\u00f2 l\u2019incontenibile ilarit\u00e0 dei furfanti, cui si associ\u00f2 immediatamente lo stesso Eracle\u00a0 pur ignorandone il motivo.<\/p>\n<p><strong>I due ridevano di gusto all\u2019avveramento della profezia materna<\/strong> che, sin dalla tenera et\u00e0, li aveva messi in guardia da un tale &#8220;Melampygo&#8221;, che significa appunto eroe dal &#8220;deterano nero&#8221;, al cui cospetto invece, a distanza di molti anni, si trovavano in quel momento. La situazione persuase cos\u00ec Eracle a lasciare liberi i due delinquenti, in cambio dell\u2019implicita e definitiva rinuncia alla condotta di vita sin l\u00ec tenuta.<\/p>\n<p><strong>Contrariamente alle attese per\u00f2, Frinonda ed Euribato ripresero come nulla fosse le vecchie abitudini<\/strong>, stavolta suscitando l\u2019ira di Zeus che non esit\u00f2 perci\u00f2 a trasformali in scimmie (cercopitechi) e a disporne la deportazione nell\u2019arcipelago flegreo, dove i due furono obbligati a vivere e riprodursi (da qui, secondo alcuni, il topos di Pithecussai per designare Ischia e Procida).<\/p>\n<p><strong>I due racconti di cui, tra l\u2019altro, esistono tante versioni<\/strong> quante sono le diverse localizzazioni dei fatti &#8211; dalla Grecia all\u2019Asia Minore &#8211; svelano diversi significati.<\/p>\n<p><strong>Innanzitutto, nel caso di Tifeo, la tendenza degli antichi a fornire un\u2019interpretazione antropomorfa<\/strong> di eventi naturali cui altrimenti non avrebbero saputo dare spiegazione, mentre nel mito dei Cercopi il tratto saliente \u00e8 sicuramente il palesamento di un complesso di superiorit\u00e0 nei confronti dei colonizzati, che tuttavia non impedisce alla fine il reciproco riconoscimento tra civile e selvaggio.<\/p>\n<p><strong>L\u2019aspetto pi\u00f9 importante \u00e8 per\u00f2 l\u2019avversit\u00e0 dei greci nei confronti del sentimento di<\/strong> \u201c<em><strong>h\u00fdbris<\/strong><\/em>\u201d (\u1f55\u03b2\u03c1\u03b9\u03c2) che, letteralmente, va tradotto con i termini di tracotanza o eccesso.<\/p>\n<p><strong>La &#8220;<em>n\u00e9mesis<\/em>&#8221; (\u03bd\u03ad\u03bc\u03b5\u03c3\u03b9\u03c2) divina nei confronti di chi si macchia di tracotanza<\/strong> viene sempre resa con un\u2019immagine di supplizio eterno, dal momento che la brama di potere (Tifeo) o di averi (i Cercopi) \u00e8 sempre stata vista dai greci come potenziale fattore di dissoluzione della comunit\u00e0, da punire perci\u00f2 in maniera esemplare, soprattutto da rendere in una forma che funzionasse anche come monito collettivo.<\/p>\n<p><strong>Gli storici concordano nel definire il \u201c<em>senso del limite<\/em>\u201d (\u03bc\u03ad\u03c4\u03c1o\u03bd)<\/strong> come la cifra espressiva di tutta la grecit\u00e0, il concetto che fa da sfondo a tutta la produzione artistica e intellettuale in terra greca, suggerendo anche che questa tensione dialettica tra \u201c<em>etica del finito\u201d <\/em>e<em> \u201cbrama dell\u2019illimitatezza<\/em>\u201d scaturiva probabilmente dal loro stesso immaginario collettivo: abitatori di un territorio finito per definizione come sono le isole, con davanti, di contro, il simbolo per eccellenza dell\u2019infinito e della dismisura, il mare.<\/p>\n<p><strong>Queste le ragioni che hanno fatto s\u00ec che Ischia, non a caso un\u2019isola<\/strong>, diventasse la testa di ponte nel Mediterraneo occidentale della grandiosa cultura greca, cui,\u00a0senza dubbio, sarebbe bene tornare a rivolgersi pure in proiezione futura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I miti di fondazione dell\u2019isola d\u2019Ischia, quelli che ne hanno decretato l\u2019ingresso nella storia come entit\u00e0 politico-sociale, sono le due leggende di Tifeo e dei Cercopi. 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