{"id":735,"date":"2013-01-21T15:30:13","date_gmt":"2013-01-21T15:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/?page_id=735"},"modified":"2014-04-10T15:34:37","modified_gmt":"2014-04-10T13:34:37","slug":"cenni-geologici-sullisola-dischia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/cenni-geologici-sullisola-dischia\/","title":{"rendered":"Cenni geologici sull&#8217;isola d&#8217;Ischia"},"content":{"rendered":"<div id=\"itiner-social\" style=\"padding: 5px 0; float:left; width:100%;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-url=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/cenni-geologici-sullisola-dischia\/\" data-text=\"ItinerSocial\" data-count=\"horizontal\" data-via=\"ItinerSocial\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/a><div class=\"fb-like\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/cenni-geologici-sullisola-dischia\/\" data-layout=\"button_count\" data-send=\"false\" data-show-faces=\"false\" data-width=\"90\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><div class=\"g-plusone\" data-annotation=\"inline\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/cenni-geologici-sullisola-dischia\/\" data-size=\"medium\" data-width=\"120\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><\/div><p style=\"text-align: left;\">L\u2019<strong>isola d\u2019Ischia<\/strong> <strong>rappresenta per i vulcanologi un laboratorio naturale unico<\/strong>. Studiando le sue strutture vulcaniche, da quelle pi\u00f9 antiche (150.000 &#8211; 120.000 anni), fino alle formazioni rocciose emerse, si fa per dire, pi\u00f9 di recente (ca. 60.000 anni), \u00e8 possibile rintracciare tutti e tre i tipi di eruzione &#8211; pliniane, subpliniane ed ignimbritiche &#8211; che hanno portato alla formazione, nei millenni, del Distretto vulcanico Flegreo &#8211; di cui pure Ischia, insieme alle vicine Procida, Vivara e Nisida, fa parte.<\/p>\n<p><strong>Secondo l\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia<\/strong> (<strong>INGV<\/strong>), l\u2019eruzione pi\u00f9 importante, quella che avrebbe determinato una buona parte dell\u2019attuale morfologia del territorio &#8211; anche se \u00e8 difficile delineare il quadro paleogeografico di quel periodo &#8211; sarebbe avvenuta 55.000 anni fa.*<\/p>\n<p><strong>Rinominata<\/strong> <strong>eruzione del tufo verde del Monte Epomeo<\/strong>, ad essa i geologi attribuiscono lo sprofondamento della parte centrale dell\u2019isola, cui avrebbe fatto seguito, a partire dal millennio successivo, il fenomeno opposto del sollevamento di una gran quantit\u00e0 di quel magma sprofondato, insieme a piroclasti e tufi, sotto il livello del mare.<\/p>\n<p><strong>La rialimentazione della camera magmatica precedentemente svuotatasi<\/strong> sarebbe alla base, insieme alle tensioni dei sistemi di faglie presenti lungo il margine tirrenico, del sollevamento della parte centrale dell\u2019isola, con contestuale risorgenza di quello che oggi chiamiamo <a href=\"http:\/\/www.prontoischia.it\/articoli\/isola-ischia\/escursioni\/il-monte-epomeo\">Monte Epomeo<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Fu il grande geologo svizzero Alfred Rittmann<\/strong> <strong>(1893 &#8211; 1980)<\/strong>, nel 1930, il primo ad attestarsi su questa posizione scientifica, nota poi come teoria dell\u2019horst tettonico-vulcanico, secondo cui, in pratica, la peculiarit\u00e0 geologica dell&#8217;isola d\u2019Ischia consisterebbe nell\u2019avere una camera magmatica di prevalente sviluppo orizzontale e non, quindi, un unico condotto vulcanico, o cratere, come nel caso del Vesuvio e dell\u2019Etna. In altri termini, Ischia non sarebbe altro che la parte emersa di una caldera vulcanica ancora attiva, come dimostrerebbero anche i periodici eventi sismici (la periodicit\u00e0 va naturalmente riferita alle ere geologiche) e l\u2019intensa attivit\u00e0 idrotermale su tutto il territorio.<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista scientifico, scontata la premessa che non c\u2019\u00e8 nessun rischio vulcanico imminente<\/strong>, resta difficoltoso fare previsioni su dove potrebbe aprirsi un nuovo cratere in caso di eruzione e, ancor di pi\u00f9, risulta complicato studiare la relazione, che pure senz\u2019altro c\u2019\u00e8, tra attivit\u00e0 magmatica e rischio sismico.<\/p>\n<p><strong>Queste criticit\u00e0, note alla comunit\u00e0 scientifica<\/strong>, furono rese pubbliche qualche anno fa dall\u2019ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, il quale, tuttavia, lasci\u00f2 intendere in maniera del tutto fuorviante che un\u2019eruzione dell\u2019Epomeo fosse di l\u00ec a venire. O quanto meno, questa \u00e8 l\u2019interpretazione che diedero a quella incredibile dichiarazione, per di pi\u00f9 resa alla stampa estera, le principali testate giornalistiche della televisione e della carta stampata, ovviamente non solo nazionale.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 doveroso perci\u00f2 ribadire che non c\u2019\u00e8 alcuna criticit\u00e0 <\/strong>e che, di loro, Osservatorio Vesuviano e INGV dispongono di tutta la tecnologia necessaria al costante monitoraggio della situazione che, sgomberata di inutili allarmismi, conferisce ancora pi\u00f9 fascino e interesse scientifico alla stupenda isola d\u2019Ischia.<\/p>\n<p>*A questa hanno fatto seguito nei millenni (tra i 55.000 e i 33.000 anni) altre eruzioni sui versanti S-O e N-O dell\u2019 isola, ed un\u2019altra intensa eruzione su quello N-E (tra i 28.000 e i 10.000 anni). Del vulcanismo di et\u00e0 inferiore ai 10.000 anni va ricordata la colata dell\u2019Arso nel 1302 nella parte orientale dell\u2019isola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019isola d\u2019Ischia rappresenta per i vulcanologi un laboratorio naturale unico. 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