{"id":863,"date":"2013-01-26T16:14:26","date_gmt":"2013-01-26T16:14:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/?page_id=863"},"modified":"2019-08-13T15:20:55","modified_gmt":"2019-08-13T13:20:55","slug":"gli-artisti-di-forio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/","title":{"rendered":"Gli artisti di Forio"},"content":{"rendered":"<div id=\"itiner-social\" style=\"padding: 5px 0; float:left; width:100%;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-url=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/\" data-text=\"ItinerSocial\" data-count=\"horizontal\" data-via=\"ItinerSocial\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/a><div class=\"fb-like\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/\" data-layout=\"button_count\" data-send=\"false\" data-show-faces=\"false\" data-width=\"90\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><div class=\"g-plusone\" data-annotation=\"inline\" data-href=\"http:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/\" data-size=\"medium\" data-width=\"120\" style=\"flaot:left;margin: 0 10px\"><\/div><\/div><p><strong>Forio \u00e8 stata molti anni, soprattutto nel ventennio che va dall\u2019inizio dei \u201840 alla fine dei \u201850 del \u2018900<\/strong>, meta, rifugio, in qualche caso vera e propria dimora, di numerosi artisti e intellettuali provenienti da molte parti d\u2019Italia e dal Nord Europa.<\/p>\n<p><strong>Le motivazioni di questo mini-esodo artistico sono molteplici<\/strong> e vanno ricercate, da un lato, nel &#8220;<em>milieu culturale<\/em>&#8221; di quel periodo storico profondamente segnato dalla tragedia della seconda guerra mondiale, dall\u2019altro, nella bellezza incontaminata di un territorio che ben si prestava a fornire l\u2019illusione benevola di un &#8220;<em>altrove<\/em>&#8220;, al riparo tanto dalle atrocit\u00e0 della guerra, quanto dalle ipocrisie borghesi in fatto di costumi e stili di vita ritenuti licenziosi.<\/p>\n<p><strong>Naturalmente le cose non stavano esattamente cos\u00ec<\/strong>. Anzi, due bombardamenti: il primo, proprio il giorno dell\u2019armistizio, l&#8217;8 settembre del 1943, ad opera degli \u201c<em>alleati<\/em>\u201d inglesi; l\u2019altro, il 17 di quello stesso mese per mano dell\u2019aviazione tedesca, colpirono rispettivamente il centro storico di Forio e il porto d\u2019Ischia, con l\u2019inevitabile carico di morte, lutti e distruzione.<\/p>\n<p><strong>Ma le cose non stavano cos\u00ec neanche rispetto a una presunta maggiore tolleranza nei confronti dell\u2019omosessualit\u00e0<\/strong> che, secondo un vero e proprio &#8220;<em>pregiudizio al contrario<\/em>&#8220;, si riteneva invece fosse molto diffusa da Napoli in gi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Fu proprio W.H. Auden<\/strong>, <strong>nella sua celebre Good bye to the Mezzogiorno<\/strong>, poesia di commiato da Forio e da quel meridione d\u2019Italia dove aveva vissuto per dieci anni &#8211; dal 1948 al 1958 &#8211; a smentire la convinzione secondo cui al Sud si facesse all&#8217;amore meglio e soprattutto pi\u00f9 a buon mercato, chiarendo, di converso, che era stata la volont\u00e0 di sperimentare un nuovo modo di vivere a spingerlo su un\u2019isola del Mediterraneo.<\/p>\n<blockquote><p><em>Avidi di saccheggio: convinti, alcuni, che si faccia all&#8217;amore<\/em><br \/>\n<em>Meglio nel Sud e molto pi\u00f9 a buon mercato<\/em><br \/>\n<em>(Il che \u00e8 dubbio), persuasi altri, che l&#8217;esporsi<\/em><br \/>\n<em>A un sole violento sia micidiale per i germi<\/em><\/p>\n<p><em>(Il che \u00e8 chiaramente balordo), e altri, come me,<\/em><br \/>\n<em>Nella mezza et\u00e0, mossi dalla speranza di scovare da<\/em><br \/>\n<em>Ci\u00f2 che non siamo quel che potremo essere in s\u00e9guito, domanda<\/em><br \/>\n<em>Che il Sud sembra non porsi mai<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/attachment\/bargheer\/\" rel=\"attachment wp-att-874\"><img data-attachment-id=\"874\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/bargheer\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bargheer.jpg\" data-orig-size=\"225,230\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"bargheer\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bargheer.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bargheer.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-874\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bargheer.jpg\" alt=\"bargheer\" width=\"147\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bargheer.jpg 225w, https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bargheer-67x67.jpg 67w, https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/bargheer-40x40.jpg 40w\" sizes=\"(max-width: 147px) 100vw, 147px\" \/><\/a><strong>Quali che siano state le reali motivazioni <\/strong>che indussero Auden, il pittore Eduard Bargheer ed altri a scegliere Forio e l\u2019isola d\u2019Ischia, quel che \u00e8 certo, essi trovarono qui le risposte artistiche che cercavano. Bella la testimonianza di Carlo Levi, autore del famosissimo romanzo Cristo si \u00e8 fermato ad Eboli (nonch\u00e9 anch\u2019egli validissimo pittore) a proposito di Bargheer.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;<em>Sopra tutto<\/em> &#8211; scrive Levi nel 1949 &#8211; <em>mi piacque il modo con cui parla\u00adva di Ischia, dell&#8217;Epomeo, delle cave e delle grotte, dei pescatori e dei pastori, e degli dei agresti, che dividono con loro il pane e si riposano all&#8217;ombra dei fichi; di quel mondo di poveri, di solitudine e d&#8217;incanto, dove la bizzarra capra \u00e8 regina, e il mare e la terra sono pieni di presenze invisibili, mescolate di continuo alle pi\u00f9 piccole vicende quotidiane. Eravamo in piena guerra, e questo giovane tede\u00adsco pensava e parlava come se la ferocia, la divisione e l&#8217;assurda follia non esistessero e non lo toccas\u00adsero: n\u00e9 si lagnava di quanto egli stesso ne avesse sofferto<\/em>&#8220;.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>E che Eduard Bargheer avesse sofferto delle atrocit\u00e0 della guerra e di una condizione di assoluta indigenza<\/strong>, in particolar modo nei primi anni della sua permanenza a Forio, \u00e8 senz\u2019altro vero. Destino comune, del resto, all\u2019altro pittore tedesco, amico di \u201c<em>Don Eduardo<\/em>\u201d, Werner Gilles, addirittura in patria messo al bando dal nazismo come &#8220;<em>artista degenarato<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/attachment\/mariaeauden-2\/\" rel=\"attachment wp-att-888\"><img data-attachment-id=\"888\" data-permalink=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/gli-artisti-di-forio\/mariaeauden-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mariaeAuden1.jpg\" data-orig-size=\"450,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"mariaeAuden\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mariaeAuden1-446x594.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mariaeAuden1.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-888\" src=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mariaeAuden1-446x594.jpg\" alt=\"mariaeAuden\" width=\"113\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mariaeAuden1-446x594.jpg 446w, https:\/\/www.ischia.campania.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mariaeAuden1.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 113px) 100vw, 113px\" \/><\/a><strong>La circostanza singolare<\/strong>, su cui poi nel tempo la pubblicistica turistica ha ricamato molto, \u00e8 che Auden e Bargheer da semplici avventori di un locale del centro storico di Forio, il Bar Internazionale (meglio conosciuto come &#8220;Bar Maria&#8221; dal nome della proprietaria, tale Maria Senese) contribuirono grandemente, sia pure in maniera del tutto involontaria, a quella valorizzazione turistica del territorio che li aveva spinti, prima il poeta inglese e poi il pittore tedesco, a lasciare definitivamente l\u2019isola d\u2019Ischia. In verit\u00e0, i clienti illustri di questo bar-taverna di fronte l\u2019altrettanto celebre fontana realizzata con i primi fondi della Cassa Del Mezzogiorno, non sono stati soltanto Auden e Bargheer.<\/p>\n<p><strong>Renato Guttuso<\/strong>, <strong>Aldo Pagliacci<\/strong>, <strong>Alberto Moravia<\/strong>,<strong> Libero De Libero<\/strong>, <strong>il duca Enrico d\u2019Assia<\/strong> e tanti altri trascorsero moltissime giornate d&#8217;estate sotto il pergolato di glicine che ornava l\u2019esterno del locale, alimentando anche loro la suggestione letteraria di un cenacolo culturale all\u2019aperto, cos\u00ec distante, eppure cos\u00ec vicino, ad un tessuto sociale, quello di Forio, che progressivamente passava da un\u2019economia agricola al turismo di massa.<\/p>\n<p><strong>Questo clima culturale si \u00e8 prima affievolito, poi definitivamente spento negli anni \u201970<\/strong>, non senza lasciare tracce in alcuni pittori locali figli di quella stagione e formatisi al cospetto di quelle frequentazioni. Il genio di un pittore come <a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/luigi-coppa-il-pittore-cosmopolita-di-forio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Luigi Coppa<\/a> o anche la verve polemica della pittura naif di <a href=\"https:\/\/www.ischia.campania.it\/index.php\/il-genio-e-la-pittura-michele-petroni-da-forio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Michele Petroni<\/a> non si comprendono a pieno se non vengono messi in relazione con l\u2019insegnamento pittorico di Bargheer, nel primo caso, e con il malinconico rimpianto per una stagione fugace, nondimeno intensa, nel secondo.<\/p>\n<p><strong>Resta il fascino di una terra, Forio<\/strong>, il cui caratteristico centro storico come anche la generosit\u00e0 del sole da questo lato dell&#8217;isola, continua a evocare la suggestione del riparo, sia pure momentaneo, dalle asperit\u00e0 della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forio \u00e8 stata molti anni, soprattutto nel ventennio che va dall\u2019inizio dei \u201840 alla fine dei \u201850 del \u2018900, meta, rifugio, in qualche caso vera e propria dimora, di numerosi artisti e intellettuali provenienti da molte parti d\u2019Italia e dal Nord Europa. 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