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Storia, itinerari, consigli ed altre informazioni per chi vuole passare le vacanze a Ischia e vuole conoscerne tutti i segreti

Alla scoperta di Merecoppe, la parte alta dell’isola d’Ischia

Alla scoperta di Merecoppe, la parte alta dell’isola d’Ischia

Chi vuole veramente conoscere Ischia lasci stare il centro, il porto, gli alberghi, i negozi, lo struscio estivo e si diriga verso la parte alta dell’isola, conosciuta con il topos dialettale di «Mer ‘e copp», dal greco «méros» (μέρος, μέρους) che significa parte, regione, mentre «n’copp» è un’espressione dialettale napoletana che sta per sopra, in alto.

Merecoppe non coincide con un comune, ma si estende, grosso modo, dal belvedere di Serrara fino alla frazione di Buonopane, nel comune di Barano d’Ischia, famosa per l’antico ballo della ‘ndrezzata. Il territorio conserva molte tracce dell’identità rurale dell’isola d’Ischia. Qui, ancor più che lungo la costa, storicamente legata all’agricoltura, all’allevamento e alla pastorizia.

Per capire meglio di cosa si parla conviene raggiungere di buon mattino proprio il belvedere di Serrara di fronte la bella chiesa Santa Maria del Carmine e, da lì, dopo esser passati sotto l’arco su cui poggia il campanile della chiesa, proseguire per via Lorenzo Fiore, la strada basolata, proprio di fronte, dove c’è l’altra chiesa dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione.

Al termine della salita, c’è via Nuova Falanga, una strada di campagna con diramazioni per il sentiero della Pietra dell’Acqua e per il bellissimo bosco di acacie dei Frassitelli che, a detta di molti, regala il più bello tra i panorami di Ischia con la vista dell’intero versante sud-occidentale dell’isola.

Primo posto conteso – si fa per dire – con il belvedere della Madonna di Candiano, piccolo centro abitato poco distante dalla piazza di Buonopane. In questo caso il panorama abbraccia l’intero arcipelago flegreo con il Castello Aragonese, Vivara, Procida e Capo Miseno una dietro l’altra.

Tuttavia, Merecoppe non è solo natura, ma anche enogastronomia. La tradizione vinicola continua fin sotto le pendici del Monte Epomeo, e per gustare il “mitico” coniglio all’ischitana il consiglio è scegliere uno tra i  tanti ristoranti della zona, custodi e interpreti della cucina di terra dell’isola più grande e bella del Golfo di Napoli.

Magia dell’isola d’Ischia!!!

 

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