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Da Noia ai Maronti, il lato selvaggio dell’isola d’Ischia

Da Noia ai Maronti, il lato selvaggio dell’isola d’Ischia

Tra tutte le escursioni che è possibile fare a Ischia, quella dei Pizzi Bianchi è senza dubbio la più difficile. E, per la stessa ragione, forse anche la più bella. Che poi, abbiamo visto, si fa presto a dire “Pizzi Bianchi”. La passeggiata che da Noia, piccolo borgo contadino di Serrara Fontana, termina davanti a queste piramidi di argilla, non presenta nessun impedimento, se non, in alcuni tratti, il terreno un po’ sdrucciolevole. Le difficoltà cominciano se ci si cala nella forra, o anche proseguendo per il sentiero a lato. Perciò, la cosa più importante è non affrontare mai da soli quest’escursione. Meglio ancora, poi, con una guida del posto e con l’ausilio di corde, casco e tutta l’attrezzatura normalmente in uso per l’arrampicata sportiva.

Chi intende proseguire metta in conto di dover attraversare gole strettissime, veri e propri canyon scavati dall’azione congiunta di acqua e vento. La cosa sorprendente qui, come anche per la vicina passeggiata di Via Iesca, è la presenza di numerosi terrazzamenti, traccia inequivocabile di un’intensa attività vitivinicola in posti fertilissimi ma di difficile accesso. Una caratteristica comune, del resto, anche all’escursione che dalla Scarrupata termina a Punta San Pancrazio, a riprova dell’eroicità dei contadini ischitani, capaci, a costo di enormi sacrifici, di strappare suolo coltivabile a una natura difficile.

Poi le cose sono cambiate. A valle, il turismo ha portato inevitabilmente maggiore urbanizzazione. In montagna, specie ai Pizzi Bianchi, la vegetazione spontanea è tornata a impossessarsi quasi del tutto dei declivi un tempo coltivati a vite.  Perciò, “il lato selvaggio dell’isola“, come qualcuno ha rinominato quest’escursione, è l’espressione che meglio spiega le peculiarità geo-ambientali di questa cava, una delle tante che solcano il versante meridionale di Ischia. Quanto alla flora, va detto, la macchia mediterranea cede presto il posto a robuste e possenti agavi che accompagnano gli escursionisti fino al bacino idro-termale di Cavascura, e di lì alla spiaggia dei Maronti.

Insomma, un’escursione difficile e certamente non adatta a tutti, ma assolutamente da consigliare agli amanti del trekking, a chi, magari, ha in animo di visitare i famosissimi “Camini delle Fate” del Göreme National Park in Turchia, o la riserva naturale dei Ciciu del Villar, in provincia di Cuneo. Prima, ci sono i Pizzi Bianchi di Serrara Fontana, a solo un’ora di traghetto (ancora meno con l’aliscafo) da Napoli.

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