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Le praterie di Posidonia oceanica dell’isola d’Ischia

Le praterie di Posidonia oceanica dell’isola d’Ischia

Pinete, lecceti, castagneti e… praterie di Posidonia. Già, perchè Ischia è un'”Isola Verde” anche sotto il livello del mare con un ricco patrimonio di foreste sommerse invisibili (microalghe, alcune individuabili solo al microscopio) e visibili (macroalghe e piante superiori). A quest’ultima categoria appartiene la Posidonia oceanica, pianta che svolge un ruolo fondamentale per la preservazione dell’ambiente marino.

Attorno l’isola d’Ischia sono presenti diverse praterie, variabili per densità e profondità: le più estese si trovano a Lacco Ameno, sotto la collina di Monte Vico, e a Ischia Ponte, tutt’attorno il Castello aragonese. Proprio come una foresta, la Posidonia oceanica cattura anidride carbonica e rilascia ossigeno; e proprio come una foresta costituisce un argine a frane e smottamenti (in questo caso, all’erosione marina).

Da molti scambiata per un’alga (basti pensare che il piazzale di Ischia Ponte è chiamato dai locali “piazzale delle alghe”) la Posidonia oceanica è – come dicono i biologi marini – “un ingegnere di ecosistema”, una pianta, cioè, capace di creare con le proprie radici e le proprie foglie un nuovo habitat per flora e fauna associate.

È sufficiente un esempio per capire l’importanza di questa fanerogama: in diversi punti attorno il Castello aragonese si registra un’intensa attività fumarolica sottomarina. La risalita di CO2 dal sottosuolo altera il PH marino riducendo di oltre il 50% la biodiversità presente. Uno scenario naturale che dal punto di vista scientifico è fondamentale per capire e, soprattutto, predire a quali cambiamenti vanno in contro gli oceani man mano che aumenta l’acidificazione marina.

Ebbene, in corrispondenza della Posidonia oceanica, le “bollicine”, come le chiamano i pescatori di Ischia Ponte, non causano alcuna significativa diminuzione delle specie presenti tranne alcuni organismi calcarei che vivono sull’apparato fogliario. In pratica, la produzione di ossigeno compensa la fuoriuscita di anidride carbonica consentendo a salpe, saraghi e tantissime altre specie (in una singola prateria sono state censite 1.200 specie tra invertebrati e pesci) di sopravvivere in condizioni in cui altrimenti non avrebbero scampo.

Anche da qui l’esigenza di preservare le praterie di Posidonia oceanica dell’isola d’Ischia, uno dei motivi per cui, nel 2007, è stata creata l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno nelle acque di Ischia e Procida. La salvaguardia di questa pianta più che per costosissime operazioni di riforestazione passa per la limitazione degli ancoraggi e una più attenta posa di tubi e cavi sottomarini.

Per il resto, chiunque volesse vedere da vicino le praterie di Posidonia, le bollicine, i pesci e tutta la straripante natura sottomarina dell’isola d’Ischia può farlo rivolgendosi all'”Associazione Nemo per la diffusione della cultura del mare”. I corsi di snorkeling organizzati dai ragazzi di Nemo, sono probabilmente il modo migliore per approfondire la straordinaria varietà ambientale dei fondali dell’isola più bella del Golfo di Napoli. Vi aspettiamo!

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One Comment

  1. Già le praterie di posidonia, d’estate dove sono coloro che dovrebbero proteggerle? Visto che concediamo di distruggercele?

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