Sapevate che in diversi punti attorno al Castello Aragonese ci sono emissioni di anidride carbonica? E che nella baia di Cartaromana sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici? Sono solo due delle tantissime scoperte che si fanno durante la bellissima escursione archeo-bio marina organizzata dalla Platypus Itinerary e la Marina di Sant’Anna. Un’ora su una barca dalle chiglie in vetro per vedere da vicino le caratteristiche bollicine che risalgono in superficie dal fondo del mare e ammirare i resti della città sommersa di Aenaria.

Non solo. Durante il giro in barca si può ammirare una vasta prateria di Posidonia Oceanica seconda, per estensione, a quella davanti la piccola Spiaggia delle Monache sotto la collina di Monte Vico a Lacco Ameno. E ancora: paguri, stelle marine, oloturie, ricci e tante altre specie animali e vegetali che popolano i fondali di questa baia celebre, tra le altre cose, per essere il proscenio naturale della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna.

Un percorso molto importante da un punto di vista naturalistico, reso ancor più affascinante dalla competenza e la capacità divulgativa delle guide Platypus, nonchè dalla disponibilità dei soci della Marina di Sant’Anna che per l’occasione mettono a disposizione degli escursionisti un sub incaricato di reperire dai fondali della baia quante più specie da far vedere e raccontare ai presenti.

Poi viene la parte propriamente archeologica, introdotta dalla proiezione di un video riepilogativo delle attività poste in essere dai sub della Marina di Sant’Anna sotto la supervisione della Soprintendenza di Napoli nella persona della Dott.ssa Alessandra Benini. Cinque anni di intensa ricerca archeologica – le attvità sono infatti cominciate nel 2010 – dopo che per oltre 30 anni l’area era stata lasciata al suo destino, memori dei ritrovamenti nei primi anni ’70 del secolo scorso.

E di cose, in questi 5 anni di ricerche, ne sono state scoperte molte. Innanzitutto è stata rinvenuta una gran quantità di legname (pali, tavole, zeppe) utilizzato con ogni probabilità per la costruzione di una cassaforma lignea per l’edificazione di opere murarie in mare. Un primo, significativo, indizio dell’esistenza di una grande banchina situata, grosso modo, tra la piccola cappella di Sant’Anna e i famosi, omonimi, scogli.

Oltre al legno sono state ritrovate  statuine, lingotti di metallo, anfore e varie utensilerie che lascerebbero supporre l’esistenza di un insediamento stabile, ancorchè minacciato da violenti scosse ed eruzioni. I Romani, cioè, pur non dando sfoggio della loro grandeur, come invece a Capri e a Cuma, abitarono stabilmente sull’isola d’Ischia; c’è chi sostiene impiantandovi anche delle fonderie di piombo.

Insomma, le sorprese a Ischia non finiscono mai. Grazie alla Platypus e ai ragazzi della Marina di Sant’Anna si ha la possibilità di approfondire un periodo storico, quello della colonia romana di Aenaria, di cui si sa molto meno rispetto all’altra colonia, quella greca di Pithecusa. Una sintesi perfetta di storia, biologia e archeologia con l’aggiunta di un pizzico di divertimento che non guasta mai. Non mancate, Ischia vi aspetta!

Maggiori info:
www.platypustour.it
www.marinadisantanna.it

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