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Il Monte di Panza, paradiso all’improvviso

Il Monte di Panza, paradiso all’improvviso

La prima volta che ci son venuto mi son sentito a contatto con Dio.” – Così, uno dei volontari della Pro Loco di Panza in un’intervista concessa qualche tempo fa all’emittente televisiva locale TeleIschia (l’intervista è visibile su Youtube). Stiamo parlando del Monte di Panza, il primo dei tre sentieri a essere ripristinato, nel 2009, dai volenterosi membri di quest’associazione protagonista di molte iniziative sul territorio. Generalmente, parole così suonano retoriche, troppo cariche di enfasi; e invece, percorrendo il sentiero che porta in cima al promontorio di Capo Negro (così, in realtà, si chiama il Monte di Panza) ci si rende conto di esser davanti alla classica eccezione che conferma la regola.

Il Monte di Panza, infatti, è un compendio perfetto delle peculiarità geologico-ambientali dell’isola d’Ischia. O meglio, del suo versante meridionale, quello più in alto sul livello del mare e perciò più panoramico. Non c’è però solo il panorama; anche dal punto di vista naturalistico e storico quest’escursione spiega molto del “genius loci” dell’isola.

Procediamo con ordine. La vista, meravigliosa, spazia dal centro della frazione fino a Sant’Angelo, mettendo in fila alcuni dei luoghi più belli dell’isola. Senza citarli tutti: Santa Maria al Monte; Pietra dell’Acqua; Bocca di Serra; Monte Vezzi; Testaccio e naturalmente le due baie di Sorgeto e della Pelara. Come non bastasse, sullo sfondo, la penisola sorrentina e Capri, l’isola azzurra.

Quanto alla vegetazione spontanea, troviamo qui molte specie tipiche della macchia mediterranea: ginestra; mirto; erica; lentisco; lavanda selvatica e il leccio, presente pure nel sentiero attiguo che porta alla Pelara.

Infine, la storia: l’escursione termina in corrispondenza di una lapide che ricorda l’esistenza, in loco, di una fossa comune. Non è chiaro, però, se i morti sono quelli della terribile epidemia di colera del 1835 o se, invece, si debba far riferimento alla peste che sconvolse il Regno di Napoli nel 1656.

Insomma, panorama, natura e storia sono i capitoli del racconto di quest’escursione. Bisogna però aggiungerne un altro, il più importante, che suggerisce una traccia per il futuro dell’isola d’Ischia: il recupero e la valorizzazione della sua sentieristica. La grande natura dell’isola, infatti, ripaga sia chi la scopre per la prima volta; sia chi – come i volontari della Pro Loco di Panza -, con passione si dedica al ripristino e alla valorizzazione di itinerari per troppi anni colpevolmente dimenticati. Il Monte di Panza è, da questo punto di vista, l’esempio più fulgido che si possa fare.

Ischia Vi aspetta!

 

2 Comments

  1. Buonasera,
    volevo chiedere se fosse possibile avere il permesso di utilizzare la foto di Pizzi Bianchi presente sul vostro sito per poterla inserire come copertina del volume contenete le presentazioni ad un convegno scientifico (senza fini di lucro ovviamente) sulle rocce vulcaniche che si terra ad Ischia il 24-25 settembre 2015 (http://www.wvrs-ischia2015.it).
    In caso positivo sarebbe gradita un’immagine a risoluzione alta.
    Vi prego di rispondere il prima possibile perché la tipografia ci sta pressando.
    Grazie infinite

    Paolo Tommasi
    (membro del comitato scientifico e ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche)

    • Dott. Tommasi abbiamo appena inviato una mail sul sito da Lei indicato. In alternativa chiami lo 081.381.308.90. Grazie dell’attenzione.

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