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Storia, itinerari, consigli ed altre informazioni per chi vuole passare le vacanze a Ischia e vuole conoscerne tutti i segreti

Ischia: da “come eravamo” a “come siamo”

Ischia: da “come eravamo” a “come siamo”

La stessa foto tanti anni dopo. Una carrellata di scatti dove sopra c’è la foto d’epoca e sotto quella attuale. Un confronto tra “come eravamo” e “come siamo adesso” che offre una testimonianza plastica del cambiamento dell’isola d’Ischia dal dopoguerra a oggi. In peggio? In meglio? Ognuno tragga le sue conclusioni. Qui, più modestamente, preferiamo rifarci gli occhi con la splendida isola d’Ischia.

Panorama di Casamicciola dall’Osservatorio Geofisico

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Osservando la foto d’epoca, quel che balza subito agli occhi è lo sviluppo costiero di Casamicciola Terme. Una scelta precisa del governo Depretis che, dopo il terremoto del 1883, preferì ricostruire la cittadina prevalentemente a ridosso della linea di costa. A farne le spese – si fa per dire – furono le zone interne, fino a quel momento, invece, più sviluppate e densamente abitate (specie la Sentinella da dove sono stati realizzati entrambi gli scatti). Con gli anni, però, le cose sono cambiate e l’interno, come si può vedere dalla foto più recente, si è nuovamente ripopolato.

San Montano
spiaggia-san-montanoDove ora ci sono le piscine del Parco Termale Negombo un tempo c’erano terrazze coltivate. Come pure coltivati erano i terreni a ridosso della spiaggia di San Montano. L’acquisto dell’area da parte del Duca Luigi Silvestro Camerini, e soprattutto l’ultimazione del parco da parte del figlio Paolo, ha radicalmente cambiato l’intera zona; trasformata – va detto – in uno dei fiori all’occhiello dell’isola d’Ischia. Tale, infatti, è la fama del Negombo che, oltre a essere un rinomato stabilimento termale è anche un bellissimo parco botanico disegnato con piante provenienti da ogni angolo del pianeta.

Il Castello Aragonese
castello-aragoneseIl Castello Aragonese è il Castello Aragonese. L’unica cosa, sull’isola, a esser rimasta uguale mentre attorno tutto cambiava. Non a caso è il simbolo indiscusso dell’isola; la sua immagine più famosa al mondo. In realtà di cambiamenti, e molti, ne ha avuti anche il maniero di Alfonso D’Aragona; non però nell’ultimo secolo, quello preso in considerazione dalle immagini. Merito della famiglia Mattera, proprietaria della fortezza dal lontano 1912. Grazie alla lungimiranza di questa famiglia, infatti, il Castello Aragonese è rimasto un bene di tutta la comunità isolana, visitabile 365 giorni l’anno e location d’eccezione per le più varie iniziative culturali.

Il Soccorso
soccorsoInsieme al Castello Aragonese, la chiesa del Soccorso è l’altra cartolina dell’isola d’Ischia. In questo caso, però, i cambiamenti sono stati tanti e anche radicali. Basta vedere come appariva la chiesa prima che tutt’attorno venisse realizzato l’imponenete muraglione per proteggerla dalla furia del maestrale. E chissà come doveva essere la chiesa secoli addietro, per esempio nel ‘600, quando oltre al muraglione non c’era neanche il piazzale antistante. Una grande distesa di terra coltivata con un piccolo edificio bianco, dalle linee semplici, a strapiombo sul mare.

Eremo di San Nicola
eremo
E rimanendo in tema di simboli, non si poteva far a meno di confrontare l’eremo di San Nicola ieri e oggi. Anche qui i cambiamenti sono stati tanti, più che altro dovuti all’incuria che per anni ha interessato il convento, e soprattutto la piccola chiesa rupestre. Molto, moltissimo è cambiato anche a valle. Il sentiero, un tempo una mulattiera, oggi è una strada interamente carrabile fin quasi sulla cima. A dispetto di questi cambiamenti, però, la vetta dell’Epomeo è una delle tappe irrinunciabili di una vacanza a Ischia. Una volta su, a 789 metri sul livello del mare, si capisce facilmente il perchè.

Sant’Angelo
sant-angeloE venne la volta di Sant’Angelo, antico borgo marinaro dell’isola d’Ischia. Il turismo ha cambiato tutto anche qui, rispettando, però, molto più che altrove, l’impianto urbanistico preesistente. Sant’Angelo, insieme a Ischia Ponte e alla Corricella di Procida è uno degli esempi più significativi di quel modo di costruire sui generis che è l’architettura mediterranea. Superfetazioni, logge, archi e colori pastello per un borgo che termina con una spiaggia e un enorme roccia trachitica in mezzo al mare. Magia!

Panorama di Ischia Ponte dal Castello Aragonese
ischia-ponte Ischia Ponte – dicevamo – è l’altro borgo marinaro dell’isola d’Ischia. In realtà c’è anche Testaccio, sulla strada che porta alla spiaggia dei Maronti, ma è l’antico “borgo di Celsa” la località dove più forte e significativa è stata l’influenza dei pescatori. A partire dalla Chiesa Collegiata dello Spirito Santo, interamente costruita con i propri lasciti, passando per le umili dimore a schiera della Mandra fino al grazioso Museo del Mare nel settecentesco Palazzo dell’Orologio. La vista del borgo dal Castello Aragonese è l’ennesima suggestione di un’isola che continua a stupire a dispetto del tempo.
Panorama del porto di Ischia dal bosco del Cretaio

porto-ischiaÈ da poco trascorso il 150esimo anniversario dell’inaugurazione del porto di Ischia,  senza dubbio il più importante lascito dei Borbone sul territorio. L’opera che, di fatto, ha decretato l’ingresso dell’isola d’Ischia nella modernità, aprendola a scambi commerciali, culturali e turistici con la terraferma. Entrambi questi scatti sono stati realizzati dal bosco della Maddalena a Casamicciola, il polmone verde più importante dell’isola.

One Comment

  1. Peccato che la foto d’epoca non sia larga abbastanza per vedere com’era la pineta. che si estendeva dalla Mandra fino al porto. Oggi solo una parte resiste ancora, il resto è cementificato! Il Castello, lo ricordo circa 40 anni fa, quando c’erano i coloni e gran parte della parte destra era terreno coltivato. l’ho rivisto l’anno scorso ed ho potuto ammirare il grande lavoro fatto soprattutto da Antonio Mattera, che ha saputo ridare vita a tutta quella parte che era sepolta sotto le macerie risalenti addirittura al 1800, quando fu bombardato dagli inglesi.

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