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Storia, itinerari, consigli ed altre informazioni per chi vuole passare le vacanze a Ischia e vuole conoscerne tutti i segreti

I ruderi di Ischia. Il fascino dei luoghi abbandonati

I ruderi di Ischia. Il fascino dei luoghi abbandonati

Se è vero che i sentieri “conducono” alla storia, allora quelli di Ischia hanno molto da raccontare. Soprattutto della sua identità rurale, di quel binomio natura/architettura che per secoli ha caratterizzato le tecniche di costruzione sul territorio. Poi, complici la modernità e il turismo, molte cose sono cambiate e la staordinaria capacità adattativa dell’uomo all’ambiente circostante è diventata di colpo inattuale, traccia di un passato che non torna più. Resta l’enorme patrimonio di case diroccate, antichi palazzi, guardiole militari che, volendo, possono diventare il pretesto per un tour alla scoperta dei ruderi dell’isola d’Ischia. A cominciare dal più famoso di tutti: il Pio Monte della Misericordia a Casamicciola, l’edificio che per secoli ha garantito le cure termali ai ceti meno abbienti della provincia di Napoli.

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A Ischia, tra gli altri, abbiamo un antico palazzo in stato di rudere affacciato sulla biaia di Cartaromana,

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e il villaggio contadino di Piano Liguori, tipico insediamento rurale a circa 300 metri sul livello del mare alle spalle del borgo di Campagnano.

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Da Piano Liguori, seguendo il sentiero che porta a Punta San Pancrazio abbiamo altre testimonianze dell’antica architettura rupestre dell’isola;

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idem, proseguendo verso la collina dello Schiappone, in corrispondenza del piccolo santuario intitolato alla Madonna di Montevergine.

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A Barano, invece, segnaliamo la guardiola militare sulla cima del Monte Cotto. Costruita durante la seconda guerra mondiale (anche se il cancello in ferro battuto è successivo), regala una bellissima vista che va da Punta San Pancrazio alla Torre di Sant’Angelo.

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Poco più giù, all’inizio di Via Giorgio Corafà c’è l’antica casa comunale di Testaccio (proprietà Di Iorio; dal 1806 al 1879 Testaccio è stato il settimo comune dell’isola d’Ischia). Il palazzo si trova nei pressi del celebre sudatorio della frazione dove, oltre al Corafà medesimo, si curarono molte personalità illustri tra cui il vescovo irlandese George Berkley.

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A Serrara Fontana ci sono molti altri ruderi. Da vedere quelli di Via Casale, la strada che dal piccolo borgo di Noia porta ai celebri Pizzi Bianchi,

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e quelli di Via Andrea Mattera, una delle passeggiate più belle dell’isola d’Ischia che dalla piazzetta di Sant’Angelo termina sul belvedere di Serrara.

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Insomma, sono davvero tanti i ruderi sull’isola d’Ischia che non ce la si fa a tenerli dentro un unico articolo. Se vi va di conoscerli tutti, dalle case di pietra del Ciglio (che, tra l’altro, continuano a essere abitate),

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a quelle del bosco della Falanga, per tacere delle tante testimonianze che pure ci sono a Forio, non dovete far altro che raggiungerci.

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Vi aspettiamo!

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