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Storia, itinerari, consigli ed altre informazioni per chi vuole passare le vacanze a Ischia e vuole conoscerne tutti i segreti

I sentieri di Barano: da Fiaiano fino a Candiano

I sentieri di Barano: da Fiaiano fino a Candiano

Raccontare un territorio può voler dire descriverne singolarmente geologia, storia, economia, ambiente, paesaggio, oppure provare a tenere insieme tutto in un unico affresco. L’escursione, tutta interna al comune di Barano, che da Fiaiano arriva fino a Candiano, piccolo centro abitato all’interno della frazione di Buonopane, è un ottimo compendio delle peculiarità geologico-ambientali e storico-economiche dell’isola d’Ischia.

Partiamo dalle prime. Sappiamo che Ischia è un’isola vulcanica la cui conformazione rocciosa è per lo più composta da trachiti e dalla caratteristica pietra di tufo verde locale. Il tufo è più diffuso nel versante sud-occidentale dell’isola ma è presente, in minor quantità, pure nella depressione a est del Monte Epomeo da cui parte il presente itinerario, all’altezza dei gradoni che conducono al Monte Buceto. Il tufo locale deve la sua colorazione “verde” allo sprofondamento e alla successiva risorgenza del materiale piroclastico eruttato 55.000 anni fa da una gigantesca eruzione esplosiva, “responsabile” di più di un terzo della conformazione del territorio. Nel caso di Buceto, Piano San Paolo, Costa Sparaina, Buttavento, il terreno è formato quasi per intero da argille marine, retaggio di eruzioni sia esplosive che effusive di età inferiore ai 10.000 anni. Nell’un caso il mare ha determinato il colore “sui generis” del tufo; nell’altro una “spiaggia fossile” o, per dirla all’inglese una “beach rock”, la cui stratificazione ha a sua volta favorito la formazione di uno strato impermeabile all’acqua piovana da cui poi è scaturita la fonte di Buceto.

E qui veniamo alla storia. La fonte di Buceto ha garantito per anni l’approviggionamento idrico del borgo di Ischia Ponte, servito da quella mastodontica opera di ingegneria civile che è l’Acquedotto dei Pilastri, realizzato per la gran parte sotto la regia di Mons.Girolamo Rocca, vescovo della Curia ischitana alla fine del XVII secolo. Ancora oggi, salendo i gradoni che conducono alla valle di Buceto e, appresso alla cosidetta Selva del Napoletano, sono visibili i lavori di incanalamento della fonte: quelli antichi, cominciati verso la fine del 1500 e quelli attuali, realizzati attorno agli anni ‘50 del secolo scorso quando la sorgente venne interamente canalizzata in grosse tubature ben visibili nel sottobosco.

Da Buceto si arriva a Piano San Paolo, una radura a quasi 500 metri sul livello del mare che sembra fatta apposta per la più classica delle scampagnate, tanto che qui ogni anno, la prima domenica di giugno, viene celebrata la Festa della Ginestra, una giornata all’insegna della gastronomia di terra dell’isola d’Ischia, annaffiata dall’ottimo vino locale. Del resto, per procurarsi del buon vino basta proseguire oltre Piano San Paolo e il paesaggio da boschivo comincia a farsi sempre più agricolo, dominato dalla coltivazione della vite e, sopratutto, da panorami mozzafiato sul Golfo di Napoli.

Così fino alla fine lungo Buttavento, Costa Sparaina e Candiano. Circa tre ore di cammino che valgono in termini di conoscenza quanto la più aggiornata delle guide turistiche.

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